Il valore della cultura di destra.

Il valore della cultura di destra.

Oggi sul Corriere della Sera trovate un editoriale davvero lucido e pungente di Ernesto Galle della Loggia, partendo dall’analisi di quanto accaduto dopo la votazione del decreto Zan,  sulla situazione in cui versa la posizione attuale della cultura italiana progressista e conservatrice.

Finalmente una denuncia chiara dell’attuale sistema dell’informazione, monopolizzato da una cultura progressista che si ritiene detentrice di verità inattaccabili, dogmi di fede che non devono essere messi in discussione.
Ecco allora che qualunque posizione espressa dalla  destra diviene subito una posizione retrograda, che non ha diritto di audience, un eresia da tribunale dell’inquisizione.
Aggiungo inoltre che la cultura di sinistra sia nei giornalisti come nei politici utilizza il manganello del fascismo per inibire l’opinione avversaria, il fascismo è il totem protettore della sinistra che non riesce a camminare con le sue gambe.

Tutto ciò è frutto dell’opera di conquista, nel segno gramsciano, della cultura nazionale, attuato dal PCI negli anni settanta e ottanta e proseguito poi con la cultura radical chic dei “comunisti con il Rolex al polso”.
Colpa anche di una destra annichilita che non ha saputo tirare fuori esponenti di rilievo, a parte rare eccezioni, da poter contrapporre a tale marea mono pensiero.

Questo stato di fatto, questa occupazione dei media, delle università e del mondo dello spettacolo, genera una situazione di democrazia limitata, perché se chi parla al pubblico si crede detentore di verità assolute, non criticabili e non discutibili, assume un atteggiamento  di chiusura mentale che non permette la libera circolazione dell’idee, vero motore del progresso.

Così sono pienamente d’accordo su quello che scrive l’autore a conclusione del suo editoriale: “Ma nelle società attuali essere esclusi dal dibattito pubblico significa di fatto essere esclusi dalla democrazia, dal suo cuore pulsante di ogni giorno, significa non essere riconosciuti, vedersi negata una rappresentanza essenziale, forse più essenziale di quella elettorale. Significa essere dichiarati cittadini di serie B e quindi spinti a rinunciare a partecipare alla vita pubblica o ad abbracciare posizioni di rottura. Significa la trasformazione del regime democratico in un’insopportabile oligarchia di depositari della virtù civica e della presunta verità dei tempi.

Debbo fare un plauso ad Ernesto Galli della Loggia che ha avuto, proprio sulle colonne di un giornale del mainstream, il coraggio di denunciare questa situazione antidemocratica.

https://www.corriere.it/editoriali/21_novembre_05/punto-vista-fantasmama-soltanto-pubblico-e1724a16-3e74-11ec-b8f4-254f69e7c034.shtml?refresh_ce

 

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