6 – Welfare non vuol dire assistenzialismo ma responsabilità sociale.

6 – Welfare non vuol dire assistenzialismo ma responsabilità sociale.

Lo Stato deve essere a fianco e a sostegno del proprio cittadino nel momento dell’oggettivo bisogno.

Solidarietà e sostegno incondizionato a quanti sono costretti a convivere con la disabilità, le malattie croniche, misere pensioni sociali o inadeguati assegni di invalidità.

Lo Stato deve avere una seria e concreta politica a tutela della famiglia. Incoraggiare le nascite, tutelare l’infanzia garantendo un sostegno economico adeguato.

La qualificata tutela delle categorie sociali più fragili esprime il senso reale di uno Stato efficiente davvero vicino al proprio popolo.

La popolazione anziana è un patrimonio affettivo e di esperienze che va sostenuto e affiancato dallo Stato, il quale deve rappresentare un affidabile compagno di viaggio e non un ostacolo.

Indispensabile è la modifica del sistema pensionistico con il superamento della legge Fornero e una nuova riforma previdenziale economicamente e socialmente sostenibile con uguali condizioni per tutte le generazioni, nel rispetto assoluto delle pensioni contributive maturate.

Welfare non dev’essere sinonimo di assistenzialismo, ma di sostegno per i soggetti più deboli e un incoraggiamento di tutte le iniziative sociali finalizzate al rispetto dei sani stili di vita che avranno ripercussioni positive sui bilanci in rosso dell’assistenza sanitaria.

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